Benvenuti nel portale dedicato alla storia dei
Della Torre di Cernusco sul Naviglio, ramo diretto della celebre casata
dei Torriani. I Della Torre, o Torriani, furono una famiglia milanese
che dominò larga parte dell'Italia settentrionale tra il XIII e XIV
secolo. Furono i primi Signori di Milano.
I Della Torre cominciarono ad imporsi a Milano verso il 1240 con Pagano il quale, salvando l'esercito milanese sconfitto da Federico II, fu eletto Capitano del Popolo e Anziano della Credenza di Sant'Ambrogio. Il Comune di Milano era allora teatro di una lotta civile tra i nobili, legati alla Società della Motta e rappresentato dai Visconti, e il popolo legato alla Credenza di Sant'Ambrogio e capitanato dai Torriani. L'autorità acquisita dai Della Torre si trasformò in Signoria nel 1259 con Martino, nipote di Pagano. I Torriani allargarono i loro diritti acquisiti anche nei contadi del Seprio, della Besana e della Martesana, grazie al Consiglio della Credenza che li aveva incaricati a presidiare la linea dell'Adda e a riscuotere, in nome della città, le tasse dei pedaggi, delle cavature, ecc.
Fu
in questo contesto che Enrico Della Torre, in qualità di capitano della
Martesana, fece di Cernusco un agguerrito castello, munendolo di
fortificazioni i cui nomi — Cascina Torriana, Torriana Guerrina e
Torrianetta — sopravvivono ancora oggi dopo secoli. Lo storico Corio
riferisce che, nella seconda metà del XIII secolo, Cernusco era
diventata il più saldo baluardo della famiglia; una testimonianza
tangibile che ritroviamo ancora oggi nei ruderi del castello e della
torre merlata situati in via IV Novembre. Nel 1263 la signoria passò a
Filippo, fratello di Martino, il quale si oppose alla nomina ad
arcivescovo di Milano di Ottone Visconti invece di Raimondo, cugino di
Filippo. Morto Filippo nel 1265, gli successe Napoleone, detto Napo,
figlio di Pagano, che ottenne nel 1273 da Rodolfo d'Asburgo il titolo
di vicario imperiale. Durante la sua signoria la famiglia raggiunse
l'apice della potenza. Tuttavia nel 1277 venne sconfitto nella
battaglia di Desio dall'arcivescovo Ottone Visconti che costrinse i
Della Torre a fuggire da Milano. Napo, fatto prigioniero, morì poco
dopo nel castello di Baradello presso Como. Frequenti furono le azioni
di guerriglia dei Torriani contro i Visconti; in una di queste essi,
appoggiati dai cernuschesi, obbligarono le forze viscontee a
concentrarsi tra Pioltello e Melzo e assalirono l'arcivescovo Ottone
Visconti asserragliato in Gorgonzola dando alle fiamme il villaggio.
Dopo alterne vicende seguite alla morte di Ottone, i Torriani, guidati
da Guido Della Torre ebbero il sopravvento e riconquistarono la
Signoria di Milano (1302 - 1311), costringendo all'esilio tutti i
Visconti. Egli fu nominato Capitano del Popolo, ma non potè resistere
alla ripresa delle ostilità da parte dei Visconti, appoggiati
dall'imperatore tedesco Enrico VII. Guido, rimasto con pochi
fedelissimi, fu circondato nella sua città e a malapena riuscì a
riparare nel castello di Cernusco. Nonostante l'appoggio del papa
Giovanni XXII, Guido fu costretto a lasciare definitivamente Milano; il
castello di Cernusco venne manomesso dalla milizia alemanna e
successivamente occupato dai Visconti. Gli scontri proseguirono fino al
1332 quando, per intercessione del Papa, fu stipulata la pace e i Della
Torre poterono rientrare nel milanese e riottenere i beni confiscati.
Oggi,
l'identità di Cernusco sul Naviglio è ancora indissolubilmente legata a
questo passato: la torre rossa con merlatura guelfa che campeggia nella
metà inferiore dello stemma comunale ricorda proprio come la città sia
stata, nel tardo Medioevo, roccaforte e feudo dei Della Torre.
All'interno di questo sito troverete le ricerche che ho condotto sulle famiglie Della Torre residenti a Cernusco dal 1600 a oggi, attraverso la consultazione meticolosa dei registri parrocchiali e comunali. I dati raccolti — battesimi, matrimoni e defunti — hanno permesso la costruzione di un albero genealogico che unisce i secoli. Grazie a questo lavoro, ho potuto inoltre ricostruire la biografia dei miei antenati in linea diretta, dando un volto e una storia ai protagonisti che hanno tramandato il nome della casata fino ai giorni nostri.
Tra i vari discendenti della famiglia Della Torre spicca la figura del Servo di Dio Carlo Della Torre (1900 - 1982), missionario salesiano, nativo di Cernusco sul Naviglio e morto a Bangkok in Thailandia. Uomo forte e determinato, di grande fede, partì per la missione in Estremo Oriente nel 1926, quando Cernusco contava circa 5.000 abitanti, e non fece più ritorno. Nella sua vita da missionario, interamente spesa per gli altri secondo l'esempio di Cristo, fece molte opere di bene come dirigere un ospedale per poveri, costruire scuole, ma soprattutto, come era sempre stato suo grande desiderio, fondare un Istituto di sacerdoti e suore indigene affinché, venendo a mancare in futuro i missionari europei, la chiesa locale potesse continuare l'opera di evangelizzazione. Come segno di grande riconoscenza la comunità cernuschese gli ha dedicato una piazza, per ricordare nel tempo la grande figura umana, morale e religiosa.
Dalle Sue Memorie autografe tratte da Voce Amica: "Colui che scrive
nacque nel 1900. Fu chiamato al servizio militare due volte nel 1917
poi rimandato e richiamato di nuovo nel 1920. In seguito, per la morte
del genitore fu esonerato dal servizio militare e tornato a casa,
continuò ad appartenere all'Associazione Cattolica giovanile per la
spiegazione del catechismo. Su esortazione del confessore ordinario,
presi parte giornaliera alla S. Messa, comunione, meditazione e visita
al Santissimo Sacramento. In seguito un giorno vidi in alto nell'aria
una bella figura di giovane sposa con un bimbo sul braccio sinistro che
guardava in terra, poi svanì. Non compresi nulla, perché mai vidi una
simile figura: solo quando entrai nel seminario di Ivrea compresi la
cosa. Non feci parola a nessuno di ciò che vidi. In seguito andai a
trovare il mio confessore e senza che gli parlassi mi disse subito:
senti Carlo lascia da parte studi e ogni altra cosa perché tu devi
andare a farti sacerdote e fondare un Istituto! Rifiutai, asserendo di
dover aiutare la madre e la famiglia. Continuai li mio modo di vivere,
però il confessore di tanto in tanto mi ripeteva l'invito. Così ne feci
parola alla madre che mi disse: pensaci bene, perché parecchi sono
andati per farsi sacerdoti, religiosi e religiose, ma quasi tutti sono
tornati a casa. Passò così qualche tempo, poi incominciai a sentirmi
male internamente. In seguito fui corteggiato da una ragazza che
desiderava sposarsi e le risposi di attendere perché ero troppo
giovane. Scrissi questo su una lettera e la chiusi in una busta. Era
giorno di domenica ore due dopo pranzo. Sentii però una voce distinta
che mi disse: non è questa la tua vita da seguire. Rimasi stupefatto
perché non vidi persona essendo la camera chiusa. Visto ciò presi la
busta e la stracciai, ma non dissi nulla al confessore. Parlai alla
madre di nuovo perché mi sentivo male internamente. La madre disse: sei
veramente deciso? ebbene sono anch'io contenta, però a una condizione,
di non tornare indietro neanche per farvi visita alla madre malata o
morente. Promisi."
I Della Torre cominciarono ad imporsi a Milano verso il 1240 con Pagano il quale, salvando l'esercito milanese sconfitto da Federico II, fu eletto Capitano del Popolo e Anziano della Credenza di Sant'Ambrogio. Il Comune di Milano era allora teatro di una lotta civile tra i nobili, legati alla Società della Motta e rappresentato dai Visconti, e il popolo legato alla Credenza di Sant'Ambrogio e capitanato dai Torriani. L'autorità acquisita dai Della Torre si trasformò in Signoria nel 1259 con Martino, nipote di Pagano. I Torriani allargarono i loro diritti acquisiti anche nei contadi del Seprio, della Besana e della Martesana, grazie al Consiglio della Credenza che li aveva incaricati a presidiare la linea dell'Adda e a riscuotere, in nome della città, le tasse dei pedaggi, delle cavature, ecc.
Fu
in questo contesto che Enrico Della Torre, in qualità di capitano della
Martesana, fece di Cernusco un agguerrito castello, munendolo di
fortificazioni i cui nomi — Cascina Torriana, Torriana Guerrina e
Torrianetta — sopravvivono ancora oggi dopo secoli. Lo storico Corio
riferisce che, nella seconda metà del XIII secolo, Cernusco era
diventata il più saldo baluardo della famiglia; una testimonianza
tangibile che ritroviamo ancora oggi nei ruderi del castello e della
torre merlata situati in via IV Novembre. Nel 1263 la signoria passò a
Filippo, fratello di Martino, il quale si oppose alla nomina ad
arcivescovo di Milano di Ottone Visconti invece di Raimondo, cugino di
Filippo. Morto Filippo nel 1265, gli successe Napoleone, detto Napo,
figlio di Pagano, che ottenne nel 1273 da Rodolfo d'Asburgo il titolo
di vicario imperiale. Durante la sua signoria la famiglia raggiunse
l'apice della potenza. Tuttavia nel 1277 venne sconfitto nella
battaglia di Desio dall'arcivescovo Ottone Visconti che costrinse i
Della Torre a fuggire da Milano. Napo, fatto prigioniero, morì poco
dopo nel castello di Baradello presso Como. Frequenti furono le azioni
di guerriglia dei Torriani contro i Visconti; in una di queste essi,
appoggiati dai cernuschesi, obbligarono le forze viscontee a
concentrarsi tra Pioltello e Melzo e assalirono l'arcivescovo Ottone
Visconti asserragliato in Gorgonzola dando alle fiamme il villaggio.
Dopo alterne vicende seguite alla morte di Ottone, i Torriani, guidati
da Guido Della Torre ebbero il sopravvento e riconquistarono la
Signoria di Milano (1302 - 1311), costringendo all'esilio tutti i
Visconti. Egli fu nominato Capitano del Popolo, ma non potè resistere
alla ripresa delle ostilità da parte dei Visconti, appoggiati
dall'imperatore tedesco Enrico VII. Guido, rimasto con pochi
fedelissimi, fu circondato nella sua città e a malapena riuscì a
riparare nel castello di Cernusco. Nonostante l'appoggio del papa
Giovanni XXII, Guido fu costretto a lasciare definitivamente Milano; il
castello di Cernusco venne manomesso dalla milizia alemanna e
successivamente occupato dai Visconti. Gli scontri proseguirono fino al
1332 quando, per intercessione del Papa, fu stipulata la pace e i Della
Torre poterono rientrare nel milanese e riottenere i beni confiscati.
Oggi,
l'identità di Cernusco sul Naviglio è ancora indissolubilmente legata a
questo passato: la torre rossa con merlatura guelfa che campeggia nella
metà inferiore dello stemma comunale ricorda proprio come la città sia
stata, nel tardo Medioevo, roccaforte e feudo dei Della Torre. All'interno di questo sito troverete le ricerche che ho condotto sulle famiglie Della Torre residenti a Cernusco dal 1600 a oggi, attraverso la consultazione meticolosa dei registri parrocchiali e comunali. I dati raccolti — battesimi, matrimoni e defunti — hanno permesso la costruzione di un albero genealogico che unisce i secoli. Grazie a questo lavoro, ho potuto inoltre ricostruire la biografia dei miei antenati in linea diretta, dando un volto e una storia ai protagonisti che hanno tramandato il nome della casata fino ai giorni nostri.
Tra i vari discendenti della famiglia Della Torre spicca la figura del Servo di Dio Carlo Della Torre (1900 - 1982), missionario salesiano, nativo di Cernusco sul Naviglio e morto a Bangkok in Thailandia. Uomo forte e determinato, di grande fede, partì per la missione in Estremo Oriente nel 1926, quando Cernusco contava circa 5.000 abitanti, e non fece più ritorno. Nella sua vita da missionario, interamente spesa per gli altri secondo l'esempio di Cristo, fece molte opere di bene come dirigere un ospedale per poveri, costruire scuole, ma soprattutto, come era sempre stato suo grande desiderio, fondare un Istituto di sacerdoti e suore indigene affinché, venendo a mancare in futuro i missionari europei, la chiesa locale potesse continuare l'opera di evangelizzazione. Come segno di grande riconoscenza la comunità cernuschese gli ha dedicato una piazza, per ricordare nel tempo la grande figura umana, morale e religiosa.
Dalle Sue Memorie autografe tratte da Voce Amica: "Colui che scrive
nacque nel 1900. Fu chiamato al servizio militare due volte nel 1917
poi rimandato e richiamato di nuovo nel 1920. In seguito, per la morte
del genitore fu esonerato dal servizio militare e tornato a casa,
continuò ad appartenere all'Associazione Cattolica giovanile per la
spiegazione del catechismo. Su esortazione del confessore ordinario,
presi parte giornaliera alla S. Messa, comunione, meditazione e visita
al Santissimo Sacramento. In seguito un giorno vidi in alto nell'aria
una bella figura di giovane sposa con un bimbo sul braccio sinistro che
guardava in terra, poi svanì. Non compresi nulla, perché mai vidi una
simile figura: solo quando entrai nel seminario di Ivrea compresi la
cosa. Non feci parola a nessuno di ciò che vidi. In seguito andai a
trovare il mio confessore e senza che gli parlassi mi disse subito:
senti Carlo lascia da parte studi e ogni altra cosa perché tu devi
andare a farti sacerdote e fondare un Istituto! Rifiutai, asserendo di
dover aiutare la madre e la famiglia. Continuai li mio modo di vivere,
però il confessore di tanto in tanto mi ripeteva l'invito. Così ne feci
parola alla madre che mi disse: pensaci bene, perché parecchi sono
andati per farsi sacerdoti, religiosi e religiose, ma quasi tutti sono
tornati a casa. Passò così qualche tempo, poi incominciai a sentirmi
male internamente. In seguito fui corteggiato da una ragazza che
desiderava sposarsi e le risposi di attendere perché ero troppo
giovane. Scrissi questo su una lettera e la chiusi in una busta. Era
giorno di domenica ore due dopo pranzo. Sentii però una voce distinta
che mi disse: non è questa la tua vita da seguire. Rimasi stupefatto
perché non vidi persona essendo la camera chiusa. Visto ciò presi la
busta e la stracciai, ma non dissi nulla al confessore. Parlai alla
madre di nuovo perché mi sentivo male internamente. La madre disse: sei
veramente deciso? ebbene sono anch'io contenta, però a una condizione,
di non tornare indietro neanche per farvi visita alla madre malata o
morente. Promisi."LUOGHI

Cernusco - Santuario di S. Maria Assunta

Cernusco - Villa Alari

Cernusco - Piazza Don Carlo Della Torre

Cernusco - Piazza Don Carlo Della Torre

Cernusco - Via Marcelline

Cernusco - Cascina Fornaci

Cernusco - Cascina Olearia

Cernusco - Piazza Unità d'Italia - Monumento dedicato alla Banda de Cernusc

Bangkok - Monumento di Don Carlo Della Torre

Cernusco - Santuario di S. Maria Assunta

Cernusco - Villa Alari

Cernusco - Piazza Don Carlo Della Torre

Cernusco - Piazza Don Carlo Della Torre

Cernusco - Via Marcelline

Cernusco - Cascina Fornaci

Cernusco - Cascina Olearia

Cernusco - Piazza Unità d'Italia - Monumento dedicato alla Banda de Cernusc

Bangkok - Monumento di Don Carlo Della Torre
